Sfide operative e prospettive nel rapporto con il Fondo di Garanzia
Introduzione al tema
Sempre nella scia delle riflessioni che gradiamo condividere, vorremmo proporre il tema dei rapporti con Mediocredito Centrale, in particolare nell’ambito della Composizione Negoziata.
Nel corso della pandemia è innegabile il ruolo svolto dalla garanzia pubblica, con riferimento sia al rischio di default bancario conseguente all’eventuale default delle aziende a cui erano stati erogati prestiti e che venivano travolte nella operatività dal lock down.

Tra crisi e Risanamento
Orientamenti giurisprudenziali
Un’ultima riflessione la poniamo sulle tendenze giurisprudenziali che si interessano alla questione ed agli effetti di quanto detto sopra; il Tribunale di Ferrara (sentenza del 28/10/25) ha condizionato l’Omologa di un ADR alla rinuncia alla escussione di regresso sul debitore principale da parte del Fondo di Garanzia Pubblico….
il tentativo è benevolo e sicuramente nel segno del paradigma del CCII volto alla conservazione della impresa, ma alla fine si introduce una soluzione tampone e non necessariamente risolutiva della crisi….

Verso nuovi
equilibri
L’altro lato della medaglia nel periodo post pandemico
Il passaggio al fine ciclo pandemico e la nuova normativa sulle crisi aziendali stanno facendo emergere pesantemente il “secondo lato della medaglia”, che svela i suoi effetti a causa di un “disequilibrio operativo” di MCC che non riesce, nei fatti, a dialogare in tempi accettabili sia con il sistema bancario e soprattutto con i professionisti che ruotano intorno alle risoluzioni delle crisi aziendali.
La capacità operativa di MCC non è allineata alle esigenze di celerità e di certezza, sia di una gestione della crisi aziendale in se (progettazione dell’intervento, proposizione e ratifica) e sia per il rispetto dei termini temporali imposti dal nuovo CCII, in ciascuna delle forme si voglia esplicitare il salvataggio.
Ed anche la capacità di coniugare correttamente il diverso paradigma (rispetto a quello afflittivo della Legge fallimentare) che guida la risoluzione della crisi privilegiando la continuità, la preservazione dei valori di azienda e dei posti di lavoro espresso dal MCC, sembra essere spesso vanificato dalla mancata interlocuzione con il MCC.
Del resto, il problema non è di semplice risoluzione e soprattutto se la questione si pone in ambito di Composizione Negoziata.

Nuove sfide
Considerazioni finali
Occorre prendere di petto il problema semmai e si auspica che con il passare delle esperienze negative, soprattutto in tema di Composizione Negoziata, il Legislatore intervenga di nuovo con nuovi accorgimenti per rendere praticabile il tentativo di risanamento delle imprese in crisi.
Livorno, 28/01/26
Dottore Commercialista e Revisore Legale Guido Nardoni